Guida
06.10.2026

CBAM esteso ai prodotti a valle: a che punto è e come prepararsi

Vista aerea di un distretto manifatturiero in Emilia-Romagna con pannelli solari sui tetti (illustrazione generata con IA)
L'UE sta negoziando l'estensione del CBAM ai prodotti ad alto contenuto di acciaio e alluminio. La Commissione propone circa 180 prodotti, il Parlamento ne chiede 457; nulla è definitivo. Lo stato del dossier e che cosa possono preparare già ora importatori e fornitori.

Oggi il CBAM colpisce i materiali di base: ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed energia elettrica. L'UE ne sta negoziando l'estensione ai prodotti a valle ad alto contenuto di acciaio e alluminio, come componenti, carpenteria metallica o macchinari. La Commissione l'ha proposta a dicembre 2025; il Consiglio e il Parlamento europeo hanno definito le loro posizioni a giugno e a settembre 2026. Elenco e data non sono definitivi; la Commissione ha proposto l'avvio dal 1° gennaio 2028.

A che punto è l'iter
  • Commissione (dicembre 2025): proposta di aggiungere circa 180 prodotti a valle con alto rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e un contenuto medio di acciaio o alluminio del 79%, con misure antielusione e modifiche per l'energia elettrica. Avvio proposto: 1° gennaio 2028.
  • Consiglio (orientamento generale, 12 giugno 2026): sostiene l'estensione; secondo il Servizio Ricerca del Parlamento europeo, l'elenco del Consiglio copre circa 200 prodotti ad alta intensità di metallo: beni industriali, prodotti da costruzione e apparecchiature elettriche.
  • Parlamento europeo (15 settembre 2026): la posizione, basata sulla relazione della commissione per l'ambiente del 9 luglio, porta l'elenco a 457 prodotti, include le piattaforme online che facilitano le importazioni e precisa i criteri per individuare le pratiche abusive.
  • Prossimo passo: i triloghi. Finché un regolamento di modifica non sarà adottato e pubblicato, l'ambito del CBAM resta quello attuale.
Perché guardare a valle

Se si tassa solo l'acciaio, importare il componente già lavorato evita il costo: la rilocalizzazione delle emissioni si sposta di un anello lungo la catena del valore. L'estensione vuole chiudere questa via. La proposta e le due posizioni contengono anche misure antielusione; il Parlamento indica in particolare le lavorazioni minori fuori dall'UE, come taglio, rivestimento, foratura o assemblaggio.

Che cosa è già fissato: il CBAM di oggi

L'estensione aggiungerebbe merci all'elenco del regolamento; intanto gli obblighi attuali restano in vigore:

  • Fase definitiva dal 1° gennaio 2026, con una soglia di 50 tonnellate per importatore e per anno (nessuna soglia per idrogeno ed energia elettrica).
  • Dichiarante CBAM autorizzato: sopra la soglia può importare solo chi ha questa qualifica.
  • Prima dichiarazione annuale: entro il 30 settembre 2027 per le importazioni del 2026; i certificati sono in vendita da febbraio 2027.
  • Prezzo 2026: media trimestrale delle aste EU ETS, 75,36 euro nel primo trimestre, 75,28 nel secondo e 82,32 nel terzo.
  • Valori predefiniti maggiorati: 10% nel 2026, 20% nel 2027 e 30% dal 2028 per acciaio, alluminio, cemento e idrogeno, in assenza di emissioni effettive verificate.
Chi sarebbe coinvolto
  • Importatori di componenti, carpenteria metallica, macchinari e apparecchiature ad alto contenuto di acciaio o alluminio: famiglie di prodotti tipiche della meccanica e dei distretti manifatturieri italiani.
  • Produttori di Paesi terzi che vendono questi prodotti nell'UE: i clienti chiederanno il contenuto di metallo di ogni prodotto e le emissioni degli impianti che hanno prodotto l'acciaio e l'alluminio.
  • Produttori europei in concorrenza con prodotti finiti importati: l'estensione punta a ristabilire condizioni eque.
Che cosa si può preparare già ora
  1. Mappare le importazioni per codice NC e individuare i prodotti ad alto contenuto di acciaio o alluminio, con i tre elenchi (Commissione, Consiglio, Parlamento) come scenari.
  2. Documentare la massa di acciaio e alluminio di ogni prodotto e gli impianti di origine: è il dato comune a qualsiasi elenco finale.
  3. Chiedere ai fornitori le emissioni effettive verificate di quegli impianti, come per il CBAM attuale.
  4. Rifare il conto della soglia di 50 tonnellate: chi oggi è sotto può superarla se il testo finale conteggia i prodotti a valle.
  5. Inserire clausole sui dati nei contratti 2027: contenuto di metallo, emissioni per impianto, verifica e scadenze.
  6. Seguire i triloghi e aggiornare il budget quando elenco e data saranno noti.
Errori comuni
  • Trattare la proposta come norma in vigore: elenco e data possono cambiare.
  • Aspettare l'elenco finale per raccogliere i dati: contenuto di metallo ed emissioni per impianto serviranno con uno qualsiasi dei tre elenchi.
  • Contare su una lavorazione minore fuori dall'UE per restare fuori dall'ambito di applicazione: le misure antielusione sono nella proposta e in entrambe le posizioni.
  • Trascurare gli obblighi del 2026: la prima dichiarazione scade il 30 settembre 2027.
Come aiuta Carbonova

Carbonova CarbonOS, una piattaforma con 15 agenti di IA specializzati, integra i dati operativi e quelli dei fornitori, struttura le emissioni incorporate per impianto e per prodotto e conserva la traccia di audit di ogni calcolo. CarbonOS non sostituisce il verificatore accreditato né il dichiarante CBAM autorizzato: rende la documentazione ordinata e tracciabile per entrambi. Dettagli nelle pagine industria siderurgica e conformità normativa sul carbonio; gli obblighi in vigore sono nella guida pratica al CBAM.

L'estensione del CBAM ai prodotti a valle è già in vigore?

No. È una proposta della Commissione di dicembre 2025. Il Consiglio ha adottato l'orientamento generale il 12 giugno 2026 e il Parlamento europeo la sua posizione il 15 settembre 2026; mancano i triloghi e l'adozione formale. La data di avvio proposta è il 1° gennaio 2028.

Quali prodotti rientrerebbero nell'estensione?

Dipende dal testo finale: circa 180 prodotti nella proposta della Commissione, circa 200 secondo la posizione del Consiglio e 457 in quella del Parlamento. In tutti i casi si tratta di prodotti ad alto contenuto di acciaio o alluminio.

Cambia qualcosa per le importazioni del 2026?

No. Valgono le regole attuali: soglia di 50 tonnellate, qualifica di dichiarante CBAM autorizzato e prima dichiarazione entro il 30 settembre 2027.

Importate o producete prodotti ad alto contenuto di acciaio o alluminio? Prenotate una demo per vedere come preparare i dati per impianto e per prodotto prima che l'elenco sia chiuso.

Fonti

Ultima revisione: 6 ottobre 2026

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